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    INDICE LEZIONI

    teoria - lezione 8

    TEORIA - I linguaggi della Musica (in estrema sintesi...)

    La storia della musica occidentale, supportata da sufficiente documentazione, si può far risalire al periodo classico dell'antica Grecia, in particolare agli studi sulla vibrazione sonora della scuola Pitagorica (IV - V sec. A.C.).

    Il periodo modale 
    La Grecia classica e il Medioevo 
    Il sistema modale (teorizzato nell'antica Grecia da Pitagora e rielaborato successivamente in epoca latina) prevede l'organizzazione dei suoni in scale nel loro svolgersi melodico. La diversa distribuzione di Toni e Semitoni, rispetto ad un suono di riferimento, dà origine a un sistema di scale modali che serve da struttura portante alla musica greca, al canto gregoriano, al contrappunto, oltre che a diverse forme di musica profana.
    Il gusto, in questo lungo periodo storico, predilige un clima sonoro essenzialmente consonante, il tritono è evitato in successioni melodiche e in combinazioni simultanee (veniva dettto Diabolus in musica), a causa del suo carattere dissonante.
    I suoni alterati entrano in linee meldiche solo come elementi espressivi e coloristici, non sono usati in modo strutturale.
    (Per l'approfondimento delle diverse teorie modali vedi la pagina relativa in Wikipedia)

    Il periodo tonale 
    Dal Rinascimento alla seconda metà dell'Ottocento 
    Dal periodo rinascimentale in poi la sensibilità verso la dissonanza si modifica, l'uso di suoni alterati diventa una consuetudine sempre più diffusa (anche con la pratica del madrigalismo, espediente espressivo che tende a sottolineare le suggestioni del testo letterario).
    Così come le altre Arti, la musica tende a rinnovare il proprio linguaggio e la propria tecnica espressiva. 
    I suoni alterati (e il tritono) assumono funzione strutturale e non soltanto funzionale creando una dialettica tra consonanza e dissonanza. Il modo Maggiore diventa la scala di riferimento, poiché in questa scala la posizione del tritono (tra il IV e VII grado) conferisce un nuovo rilievo alla Tonica; esso assimila i caratteri delle scale modali con terza maggiore, mentre il modo Minore, quelli delle scale modali con terza minore.
    La nuova sensibilità musicale rende possibile la modulazione, ovvero il cambio di Tonica attraverso la combinazione di diversi tritoni e suoni alterati.

    Il linguaggio tonale rappresenta quindi la ricerca dell'equilibrio fra due opposti: tensione - rilassamento

    Il periodo post-tonale 
    Il superamento della tonalità avviene in tempi relativamente recenti, quando i compositori ritengono di poter trattare con sempre maggior disinvoltura la dissonanza. L'equilibrio tipico del periodo classico si sbilancia quindi a favore dell' indeterminatezza del campo tonale (l'opera di riferimento è "Tristano e Isotta" di Richard Wagner, 1859), fino a giungere, a cavallo tra l'ottocento e il novecento, a linguaggi essenzialmente atonali (Debussy, Schoenberg, Stawinsky, e molti altri compositori). 
    Precisiamo che il termina atonale non indica necessariamente dissonanza. L'atonalità può essere declinata in diversi generi e linguaggi musicali, dalle scale esatonale e pentatonica (impiegate da Debussy), in cui non è più presente una Tonica di riferimento, al serialismo di Schoenberg, che rifiuta qualsiasi riferimento ad un centro tonale, o, ancora, alla politonalità di alcune opere di Strawinsky.

    _______________________________________________

    PROVE PRATICHE - Lezione 8

    2) Lettura ritmica

    3) Riconoscimento triadi

    4) Dettato a due voci - viene proposto in due versioni:

    a) voci simultanee

    b) voci sovrapposte (più facile)

    vedi tutti i dettati abbinati alle Lezioni (grafica e audio) ]

    5) Canto e trasporto (per il trasporto vedi la Lezione n. 19)

     

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